Competenza di lettura: è il momento di agire

Nei risultati PISA 2025, la Svizzera si colloca ancora una volta al di sopra della media OCSE per quanto riguarda la lettura. Se però si osserva l’evoluzione nel nostro Paese, emerge un peggioramento evidente e persistente. Nel 2015 il punteggio era ancora di 492 punti, mentre nel 2025 è sceso a 470. Non si tratta quindi di una singola annata particolarmente debole, bensì di un calo continuo nell’arco di dieci anni.

Particolarmente preoccupante è l’evoluzione tra i giovani con maggiori difficoltà. Oggi il 28,8% delle allieve e degli allievi svizzeri non raggiunge più il livello minimo di competenza definito per la lettura. Anche se questo valore rimane inferiore alla media OCSE, significa comunque che quasi un giovane su tre in Svizzera dispone di competenze di lettura insufficienti.

dpsuisse sottolinea da anni che il supporto utilizzato svolge un ruolo determinante nella lettura. Questa posizione è sostenuta da un’ampia base di evidenze scientifiche. La Dichiarazione di Stavanger, elaborata da circa 200 ricercatrici e ricercatori di tutta Europa, riassume una meta-analisi comprendente 54 studi e oltre 170'000 partecipanti: la comprensione di testi informativi più lunghi risulta dimostrabilmente migliore quando si legge su carta rispetto allo schermo, in particolare quando si è sottoposti a pressione di tempo. Chi legge in digitale tende inoltre a sovrastimare la propria comprensione, con una maggiore propensione a scorrere superficialmente il testo e a concentrarsi meno sui suoi contenuti.

Recenti ricerche condotte in Germania confermano questo quadro. Uno studio realizzato con bambini della scuola primaria dalla quarta alla sesta classe descrive il cosiddetto «Screen-Inferiority-Effekt»: i testi letti in formato digitale vengono compresi e ricordati meno bene rispetto a quelli stampati, anche quando il vocabolario e la capacità di riconoscere le parole sono comparabili. Un secondo studio, condotto su 249 bambini della scuola primaria, mostra che una promozione della lettura basata su strumenti analogici per un periodo di sei mesi produce effetti positivi piccoli ma costanti sulle competenze di lettura, mentre gli effetti degli strumenti digitali risultano nettamente meno uniformi.

PISA non individua direttamente le cause del calo delle competenze di lettura. La ricerca relativa al supporto utilizzato fornisce tuttavia un’indicazione importante, che non può essere ignorata nella ricerca di misure concrete ed efficaci.

dpsuisse invita i Cantoni a riesaminare le proprie strategie di digitalizzazione nelle scuole e a garantire alla lettura su carta lo spazio necessario. Il buon posizionamento della Svizzera nel confronto internazionale non deve indurre a sottovalutare il problema: l’evoluzione nel nostro Paese indica chiaramente una direzione preoccupante. Chi vuole rafforzare in modo duraturo le competenze di lettura non può prescindere dal libro scolastico stampato.