Maggiore onere per le aziende formatrici
Le conseguenze si ripercuotono direttamente sulle aziende formatrici. Trovare apprendisti idonei diventa sempre più difficile e l’impegno necessario per seguirli durante la formazione aumenta sensibilmente. Circa tre quarti delle aziende intervistate sostengono già oggi i propri apprendisti con misure supplementari interne o esterne. Particolarmente penalizzate sono le piccole imprese, che difficilmente riescono ad assorbire questo maggiore onere in termini di personale e di tempo. Ed è proprio in queste aziende che si concentra una parte importante dei posti di apprendistato del nostro settore.
Un’azienda su cinque intende assumere meno apprendisti
Il dato più critico riguarda l’offerta stessa di posti di apprendistato. Un’azienda su cinque dichiara che, a causa del calo delle competenze di base e del conseguente maggiore impegno richiesto, in futuro intende assumere meno apprendisti. Altre aziende rendono più severi i criteri di selezione oppure lasciano vacanti i posti di apprendistato. Il sistema di formazione duale viene così messo sotto pressione in uno dei suoi elementi fondamentali: la disponibilità delle aziende a offrire posti di formazione.
Le richieste delle associazioni economiche
Le tre associazioni chiedono che la scuola dell’obbligo torni a concentrarsi maggiormente sulla lettura, sulla scrittura e sulla matematica, che venga condotta un’analisi trasparente delle cause e che sia garantito un monitoraggio chiaro del sistema educativo. Le lacune nelle competenze devono essere colmate durante la scuola dell’obbligo e non nelle aziende formatrici.
La posizione di dpsuisse
Condividiamo questa analisi. L’industria grafica e della comunicazione forma giovani in professioni tecniche e creative impegnative. Chi non è in grado di comprendere con sicurezza le istruzioni di lavoro e di tradurle con precisione in forma scritta parte svantaggiato fin dall’inizio della formazione, indipendentemente dalla motivazione e dal talento.
Sosteniamo pertanto l’interpellanza 26.3035 sulla competenza di lettura, presentata in Consiglio nazionale dal consigliere nazionale Christian Imark. L’interpellanza chiede al Consiglio federale di rispondere proprio alle domande con cui le nostre aziende formatrici si confrontano quotidianamente. Il nuovo sondaggio conferma quanto riscontriamo nel nostro settore: le competenze di base non sono una questione secondaria della politica della formazione, ma un presupposto fondamentale per garantire al nostro settore la disponibilità futura di personale qualificato.
Unione svizzera degli imprenditori, 1° settembre 2026.